Ho accolto subito con entusiasmo l’invito a dirigere FUORICLASSE, la serie tv che attraverso il racconto di un intero anno scolastico ci restituisce un ritratto assolutamente reale della variegata umanità che ruota intorno alla scuola: i rituali, le frasi fatte, i tic, le disfunzioni, i piccoli crimini, le involontarie gag di professori e alunni.
FUORICLASSE segue le vicende degli insegnanti del liceo “Caravaggio” e degli alunni di due classi diverse (III e V B), alle prese con i problemi scolastici e le problematiche personali, raccontando tutto in chiave di commedia, con l’agilità e la freschezza di un punto di vista che privilegia sempre l’umorismo.
Al centro del racconto svetta la professoressa Passamaglia, una straordinaria Luciana Littizzetto, una grande professionista, una donna speciale. Insieme abbiamo lavorato affinché il suo personaggio avesse la stessa forza dirompente che accompagna la Littizzetto nelle sue uscite televisive, quando si misura con l’intrattenimento puro. Volevamo far dimenticare al pubblico il fatto che dietro Isa Passamaglia c’era Luciana Littizzetto; volevamo, insomma, che il pubblico si affezionasse, credesse al personaggio della professoressa scritto su di lei: una donna sola e all’apparenza travolta dagli eventi. E Luciana in questo, devo dire, è stata molto efficace. Con lei, l’intesa è scattata all’istante. C’è stato un feeling immediato e un dialogo continuo. Siamo due persone pratiche, che sanno quello che vogliono. In breve abbiamo trovato il registro giusto.
C’è stato, bisogna riconoscerlo, un ottimo lavoro di casting, che ha dato un’anima a questa scuola. Il cast è infatti composto da uno straordinario gruppo di interpreti, professionisti di spessore. E come un’affiatata e rodata compagnia teatrale, abbiamo goduto di un’atmosfera di complicità sul set che ha permesso a tutti di lavorare in serenità, compresi gli attori più giovani, alcuni al loro esordio.
I giovani attori di questa serie, sono il mio orgoglio: ragazzi pieni di entusiasmo che si stimolavano a vicenda, si caricavano e si sostenevano quando era necessario. Mi hanno seguito con attenzione, felici e grati della grande occasione che gli è stata offerta. E’ stato piacevole misurarsi con la loro vitalità.
Ho voluto che il vestito musicale di FUORICLASSE fosse particolare, immediatamente riconoscibile. Volevo che la musica ci parlasse del luogo in cui abbiamo ambientato la serie, che ci ricordasse le atmosfere di una città del nord. La “Femme piège”, il giovane gruppo che firma la colonna sonora, accompagna le vicende dei nostri protagonisti con suoni, manouche, melodici e cadenzati; chitarre contrabbasso e violini che sembrano fatti apposta per sottolineare l’ironia e la leggerezza, che caratterizza tutto il racconto.
Respirare il “clima” della scuola per 22 settimane, mi ha fatto ripensare alla mia “carriera” di studente. Credo che la regia di FUORICLASSE mi sia stata affidata per una beffarda legge del contrappasso, perché io sono stato un pessimo “scolaro”, con all’attivo un nutrito palmarès di bocciature e rimandature. Quindi ho raccontato questa storia con un occhio “da ultimo banco”, senza indugiare nella nostalgia.
Per me il periodo della scuola non è sono stato facile: il solo entrare in una scuola mi faceva venire un nodo alla gola. Ora, grazie a questo lavoro sono guarito e sarei pronto a ritornare in aula…se solo potessi.
La mia “gloriosa” carriera scolastica si è consumata a Torino, dove sono nato e cresciuto per poi trasferirmi a Roma, dove vivo da vent’anni. Tornare nel capoluogo piemontese dopo tanto tempo è stata una specie di rivelazione. Ho scoperto una nuova città, piena di fascino, con un’atmosfera cosmopolita, con un’alta qualità della vita, che ci ha accolto con affetto e con un autentico spirito di collaborazione.
La produzione si è svolta quasi completamente a Torino, tranne una breve incursione in Valle d’Aosta dove è ambientata la gita scolastica e due settimane a Varigotti, in Liguria, dove si sviluppa l’ultimo episodio, quello delle vacanze estive dei nostri, docenti e discenti ormai spogliati di propri ruoli.
La prima fase delle riprese, nella quale abbiamo girato i primi 6 episodi da 50’, è stata realizzata nel capoluogo piemontese dal 6 al 26 settembre 2009, mentre i successivi 6 episodi (dal VII al XII) sono stati realizzati dal 14 giugno all’11 settembre 2010, per un totale di 22 settimane. Ovviamente abbiamo dovuto fare in modo che i tempi della produzione fossero compatibili con l’andamento regolare dell’anno scolastico e con la disponibilità dei locali dello storico liceo classico “Cavour” di Torino, dove abbiamo ambientato gli interni del nostro liceo scientifico “Caravaggio”.
Credo che sia la prima volta che Rai Uno dedichi una serie alla scuola, una fiction in cui la scuola è davvero protagonista e non un pretesto per dar vita a intrecci relazionali; una fiction che propone una riflessione sull’attualità di questa istituzione e su chi la abita tutti i giorni, attraverso il registro della commedia brillante e che vuole parlare anche ad un pubblico giovane.
Riccardo Donna