Un film di soli personaggi femminili che si alternano a raggiera, in una costellazione di sole donne. Tante lei diverse, ognuna in un suo spazio, in una zona geografica differente e lontana, però sguardi e gesti convergono nel profondo, misteriosamente. Ognuna dice – Io - e fa un monologo con o senza parole, ma poi torna al silenzio, seguendo una propria linea, portandosi appresso il proprio romanzo. Nel film c’è il teatro, con i due personaggi femminili di Amleto (Ambleto) riscritto da G. Testori. C’è Graça che va malinconica per le strade di Sao Paulo del Brasile, ma un’oscura ragione sembra legarla all’esistenza di Vittoria, una giovane incinta che s’aggira (senza un compagno) nella campagna del Piemonte e, più tardi, per le vie di Torino orgogliosa della bambina che è nata. Ancora a Torino Carla, la prima taxista donna della città, racconta la sua vita mentre un’altra creatura femminile, un animale, si aggira in un alloggio, costretta nel suo spazio come tante umane creature. A immagini di spose differenti ci porta Teresa regista portoghese, la quale lavora a creare a Sao Paulo e a Milano il suo film su una donna, un film nel film. Intanto nel Sud d’Italia Lula va sola per la sua strada, ma prima ha urlato al proprio uomo il suo rifiuto. Violetta-Margherita canta la condizione di Traviata e di vittima-carnefice dell’amore secondo Verdi, mentre Viviana, novella Traviata, esce di casa decisa e sul taxi si riveste, si trasforma per la sua quotidiana avventura. In parallelo Ella – Josef al Sud ci porta il suo dramma di sventurata. Né poteva mancare Cleopatra, apparizione singolare: è l’unica ad avere a lato un uomo, Antonio, secondo Shakespeare, rivisitato. Alla fine, da Euripide viene tra altre ancora Andromaca, la Troiana prigioniera dei Greci vincitori. Ma c’è pure Antonella, una nuova lei, la quale rivendica in primo luogo la propria identità sessuale e il diritto ad esistere come persona. Ogni lei si avventura nel mondo e ci chiede più o meno esplicitamente di seguirla.

«La polifonia di figure femminili era già presente in "Donne", un mio filmato di 12 ore realizzato in Super8 nel 1983. Ma "Lei" è più amaro, meno fiducioso. Segna l'apertura di una nuova direzione nel mio cinema ma ne è anche una summa perché racchiude l'attitudine documentaristica con cui mi inchino a ciò che il mondo mi dà, e i mondi della finzione. Sono partito dalle immagini di Joanna girate in Brasile e da quelle di mia figlia Giulietta incinta. Tra loro ho sentito una forte affinità: due donne che non si conoscevano ma condividevano un percorso di ricerca e di autonomia. Il montaggio finale offre una serie di frammenti di esistenze, parabole che si intrecciano dall'inizio alla fine»
(T. De Bernardi)

Regia
Tonino De Bernardi
Soggetto
Tonino De Bernardi
Sceneggiatura
Tonino De Bernardi
Fotografia
Tonino De Bernardi
Montaggio
Pietro Lassandro
Scenografia
Lino Fiorito
Costumi
Mariella Navale
Musica originale
Tuxedomoon
Suono
Giuseppe D’Amato
Aiuto regia
Daniel Cueva, Alberto Momo
Interpreti
Iaia Forte, Sandro Lombardi, Joana Curvo, Carla Bottino, Giulietta De Bernardi, Teresa Villaverde, Elena Bucci, Antonella Faiella, Manuela Giacomini, Walter Riccarelli, Giuseppe Tomasi, Fabrizia Sacchi
Produttore
Andrea De Liberato, Tonino De Bernardi
Co-produttore
Lontane Province Film
Produzione
Poetiche Cinematografiche (Roma)
con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte
Distribuzione
Sharada
Vendite internazionali
Sharada
Premi e festival

ROTTERDAM INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2003: True Stories
LA BIENNALE DI VENEZIA 2002: Nuovi Territori

Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2020