Pietro, quarant’anni, detto “Vangò”, è un detenuto taciturno con un talento naturale per il disegno. In semilibertà lavora in un vivaio, dove cura le piante come osserva il mondo: in silenzio. In carcere è rispettato dai compagni e tollerato dagli agenti, spesso violenti e sarcastici. Accanto a lui ci sono Nicola, ironico e vitale, e Francis, il fratello morto che lo accompagna come un fantasma. La sospensione del lavoro esterno riporta tutti in un carcere sovraffollato e soffocante. Le tensioni esplodono in una rivolta che svela la brutalità dell’istituzione. Pietro assiste alla degradazione collettiva mentre il fantasma di Francis lo spinge a restare invisibile. La violenza coinvolge Nicola e costringe l’agente Guido a una scelta irreversibile. Pietro, infine, compie un gesto lucido e disperato contro un mondo fondato sulla sopraffazione.

Il progetto Da cosa vogliamo cominciare è direttamente connesso al film del 2009 Pietro e ne è una continuazione, una sorta di “Pietro 2”. L’idea di questo film nasce da una domanda, naturale e surreale nello stesso tempo, che in questi anni è emersa con una forza ed urgenza sempre maggiori: che cosa sta facendo Pietro ora, dopo 15 anni? Dov’è? Cosa pensa? Come vive il presente e ri/vive il passato?  Come se Pietro non fosse solo il personaggio di un  racconto di finzione ma come se Pietro fosse una persona reale che avesse continuato a vivere dopo i titoli di coda del primo film.  Il film è pensato per essere fruibile sia da chi ne ha conosciuto le origini (Pietro del 2009) sia da chi quel film non lo ha (ancora) visto. L’intreccio procede senza che sia necessario conoscerne le radici. Se nel primo film Pietro appariva dapprima costantemente teso come una corda di violino vicina a spezzarsi e poi, dopo aver toccato un punto di non ritorno, mostrava di aver conquistato una quiete autentica nella sua alterità, in questo secondo film si riparte proprio da questa quiete in cui cogliamo il personaggio, una serenità malinconica segno dell’accettazione del proprio posto nel mondo; ma mano a mano che questo stesso mondo si rivela sclerotico feroce e ottuso, la tensione riemerge così come il fatale ritorno alla violenza che restituisce quella subita con rassegnazione. Anche questo film è il racconto di una rivolta morale, della rivendicazione disperata di una dignità che Pietro non è disposto a vedere calpestata oltre misura, sia la propria sia quella di un’umanità sempre più irrilevante agli occhi del potere e degli sgherri che in modo sadomasochistico ne incarnano i valori e gli obiettivi.

Sceneggiatura
Altri credits

Enrico Giovannone (Responsabile sviluppo)

Produzione
Con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte - Piemonte Film Tv Development Fund - dicembre 2025
Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2026