Smiling Ghost è un lungometraggio di finzione ibrida in cui il fantasma del soldato romano del V secolo Marcus Curtius ci guida attraverso gli inferi romani e ci conduce in uno stato di resistenza contemporaneo guidato dalla nuova generazione di giovani romani. Marcus Curtius fugge dall'Ade e si ritrova in compagnia di un gruppo di giovani attivisti e anarchici che passano dalla clandestinità a una vita in superficie caratterizzata da un impegno diretto con il mondo, sotto forma di protesta, organizzazione, musica, confronto. La finzione si confonde con la realtà quando il fantasma diventa carne e il nostro protagonista scambia le rovine del passato con le rovine occupate del presente.
Smiling Ghost rappresenta un'espansione della traiettoria tracciata dai miei film precedenti. Rappresenta la mia prima incursione diretta nella finzione, in cui attori e non attori popoleranno uno spazio cinematografico che dipende tanto dalla sceneggiatura quanto dalle possibilità non fiction di osservazione e attenzione. Attraverso il processo di ricerca e sviluppo che si svolgerà nei prossimi mesi a Roma e a Torino, intendo attingere ampiamente dal mio approccio non fiction per creare un quadro in cui lo sviluppo dei personaggi e la narrazione siano influenzati dalle situazioni di vita reale dei miei soggetti attuali: la comunità di attivisti e anarchici che definiscono le attività politiche di sinistra delle CSOA sparse per Roma. La mia intenzione è realizzare un film che crei un forte senso di empatia tra il pubblico e i personaggi, le loro vite, le loro scelte e le difficoltà che devono affrontare. L'empatia radicale è una delle caratteristiche distintive della lotta politica contemporanea e la sfida più grande che dovremo affrontare consiste nel trovare gli strumenti adeguati per tradurre l'esperienza dei nostri personaggi/soggetti nell'esperienza del pubblico del film. Nella sua forma più utopica, il cinema è uno spazio di convivenza, e noi intendiamo creare un'esperienza cinematografica immersiva che possa essere sia pensata che sentita, che ci commuova e che metta in luce sia il peso politico che il potenziale drammatico di una quotidianità plasmata dalla lotta. Come regista, ho sempre capito che forma e contenuto sono direttamente allineati e, per questo motivo, è particolarmente emozionante lavorare di nuovo con una popolazione per la quale azione e ideologia sono inestricabili.