Quando il proprietario di casa le dà lo sfratto perché minacciato dai vicini, una giovane sex worker ha una settimana di tempo per trovare una soluzione e trovare il coraggio di esporsi.
Sant’Allegria nasce dal desiderio di raccontare la vita di una sex worker al di fuori degli stereotipi, restituendole una complessità umana, sociale ed emotiva che raramente trova spazio nel cinema. Attraverso Leo – il suo sguardo, i suoi spazi, il suo corpo, i suoi silenzi – vogliamo esplorare cosa significa esistere in un mondo che ti guarda senza volerti vedere: un mondo che tollera finché resti ai margini, ma ti punisce quando provi ad abitare davvero lo spazio pubblico o domestico. Il film vuole restituire la violenza sottile e quotidiana dello stigma, che non esplode in grandi eventi ma si nasconde nei corridoi dei condomìni, nelle conversazioni a metà, nell’ipocrisia dei rapporti affettivi e familiari. Al tempo stesso, desideriamo mostrare la forza politica che emerge dal racconto collettivo: le testimonianze delle altre sex worker non sono un intermezzo, ma la presa di parola di chi non ha mai avuto diritto a una narrazione. Insieme costruiscono un controcampo necessario, un archivio orale di resistenza, ironia e vulnerabilità.
L’estetica del film segue Leo nel suo rapporto intimo con lo spazio: la casa, che da rifugio diventa minaccia; il cortile che la osserva e la giudica; la città che non le concede tregua ma che, nelle sue crepe, offre possibilità inattese di alleanza. La macchina da presa è discreta, sensoriale, vicina ai gesti: cerca la verità emotiva nei dettagli – negli autoritratti, nei piccoli rituali, nei momenti in cui il suo corpo diventa strumento di lavoro ma anche strumento di espressione. Sant’Allegria vuole essere un film politico senza proclami, intimo senza compiacimento, capace di restituire dignità e desiderio a chi viene ridotto a etichetta. Un film che parla di casa, di appartenenza, di famiglia scelta e non scelta; un film che si interroga su come sopravvivere in un mondo che preferisce non guardarti, e su quanto coraggio ci voglia, semplicemente, per restare.