Una casa aperta di Torino si raccoglie intorno a un evento estremo, il fine vita di una giovane terapista la cui ricerca interiore incrocia le frontiere della scienza, andando oltre religioni, dogmi e norme. Martina ha scoperto di essere malata proprio quando aveva trovato la sua vocazione, a poco più di trent’anni: aiutare gli altri con ironia e un modo radicalmente sincero di condividere ciò che è più intimo. Il film nasce dall’espansione di questo impulso, un invito a esplorare forme di coscienza ancora poco indagate. Ne emerge un viaggio sorprendente dove scienza e immaginazione si sfiorano, e l’intimità delle relazioni costringe a ripensare i confini del reale.

La malattia di Martina, e la sua esperienza pionieristica nell’uso di piante enteogene come fonte di serenità e di ampliamento della coscienza in uno stadio di sofferenza, diventa l’avvio di un percorso che parla a tutti, sospeso tra presenza e assenza. Il contatto ravvicinato con la morte trasforma lo sguardo di chi è entrato nell’open house e di chi ci entrerà attraverso il film, la casa che Martina ha aperto perché la sua esperienza potesse illuminare la finitezza della vita, sciogliendo tabù con un’energia contagiosa, ironica e profondamente generativa. Questo film è un inno alla vita.

Questo film nasce da una spinta profondamente personale, dal legame familiare del regista Michele Cinque con la storia. Martina ed Eugenio gli hanno permesso e proposto di entrare nel loro percorso proprio quando avevano chiaro cosa amassero fare professionalmente e umanamente. La spontaneità con cui il progetto è nato, e l’urgenza con cui la protagonista stessa lo ha incoraggiato, hanno reso evidente che non si trattava soltanto di documentare, ma di dare continuità a un lavoro di ricerca profonda, capace di abbattere enormi tabù, già avviato da loro: una traccia permanente fatta di scritti, riflessioni, podcast, viaggi psichedelici, un dialogo aperto di cura che non voleva spegnersi e che anzi andava universalizzato arrivando ad un pubblico più ampio possibile.

In questo processo in modo altrettanto naturale è nata la collaborazione tra il regista e la sua casa di produzione Lazy Film e Mybosswas. Non solo per una stima e affinità artistica e produttiva consolidata negli anni, ma per la sensibilità umana e il rispetto autentico che la squadra di Mybosswas poteva portare su questi temi vista una simile esperienza vissuta all’interno dello studio.

Regia
Michele Cinque
Soggetto
Martina Paolucci, Eugenio Giannetta, Michele Cinque
Sceneggiatura
Eugenio Giannetta, Michele Cinque
Fotografia
Michele Cinque
Scenografia
Cristina Ugo
Suono
Rodolfo Mongitore, Nadir Naji
Altri credits

Carlo Cagnasso (Effetti speciali)

Interpreti

Martina Paolucci, Eugenio Giannetta, Michele Cinque, Malou Visco Comandini

Direttore di produzione
Malou Visco Comandini
Organizzatore generale
Cristina San Giorgio
Produzione esecutiva
Produzione
Myboss, Lazy Film
Con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte - Piemonte Doc Film Fund - sviluppo dicembre 2025
Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2026