Sei anni fa, Inza e Kader, due amici originari della Costa d’Avorio, hanno rischiato la vita attraversando il Mediterraneo. Kader, un uomo ottimista e intraprendente, oggi ha un permesso di soggiorno e un lavoro in Italia. Inza, soprannominato Bourgeois, ha invece proseguito il viaggio fino in Francia, dove vive senza documenti e con poche prospettive di ottenere asilo. Secondo Kader, Inza è piuttosto pigro: prende poche iniziative e si affida soprattutto agli altri, compresa la sua fidanzata Maeva. I diversi atteggiamenti dei due amici nei confronti della vita li hanno condotti a destini differenti, eppure hanno anche molto in comune. Per entrambi, la famiglia viene prima di tutto. Sognano di tornare un giorno in Costa d’Avorio, ricchi e affermati. Ma riusciranno anche a costruirsi una vita in Europa?
Il regista Joël Akafou aveva già dedicato un film a Inza: Traverser (2020). Il profondo legame tra il regista e il protagonista è palpabile, e Akafou riesce a raccontare da vicino anche i momenti più vulnerabili e difficili. Kader deve fare i conti con le aspettative della sua famiglia in Costa d’Avorio, mentre Inza si prepara ad affrontare la vita adulta come marito e padre. Ma il futuro si rivela sfuggente.
Lo straniero (Lonan Thcè) è un film focalizzato sul rapporto tra Africa e Occidente e tratta il tema della crisi d'identità vissuta dagli africani occidentali quando si trovano in Europa. È un film che si rivolge a diversi tipi di pubblico e accompagna lo spettatore in un viaggio esistenziale. Lo straniero è il terzo film documentario di Joël Akafou ed il capitolo finale della sua trilogia. In “Vivre riche”, premiato a Visions du Reèl, seguendo un gruppo di truffatori ad Abidjan, scopriamo una gioventù fatta, a prima vista, di uomini che sognano di avere successo e che progettano di arricchirsi solo con le truffe. In “Traverser”, che ha avuto la sua anteprima alla Berlinale, siamo in cammino con i nostri personaggi che raggiungono l’Europa volendo costruirsi un futuro con dignità e coraggio per portare soldi alle famiglie di origine. Grazie al viaggio di Bourgeois, Kader e altri migranti arrivati in Italia, scopriamo che anche i più istruiti non riescono a trovare lavoro. Misuriamo i danni della corruzione, ci concentriamo sul disinteresse delle politiche degli Stati africani per la loro popolazione, vediamo la rabbia e il senso di impotenza delle popolazioni. I personaggi sembrano bloccati in un gioco di specchi. Sembrano vivere unicamente sulla base dell'immagine di sé che ricevono dalla loro famiglia e dal loro entourage. Con questo nuovo film, Joël Akafou esplora la nozione di “straniero”, o meglio il fatto di sentirsi sempre straniero nei paesi di arrivo. Ma il problema principale infatti sembra quello di essere estranei a sé stessi, anche nel proprio Paese. Con Lonan Tché, (letteralmente Lo straniero in lingua baoulè), Joël Akafou vuole cambiare il modo in cui gli occidentali guardano i migranti, ma anche il modo in cui gli africani guardano sé stessi.
Interpreti
Kader Keita, Inza “Bourgeois”
Ispettore di produzione
Domenico Latanza
Organizzatore generale
Eleonora Trussardi
Produzione esecutiva
Felix Salgado Lopez
Produttore
Gianluca De Angelis (Tekla Films), FLorent Coulon (VraiVrai Films), Laurent Bitty (Les Films du Continent), Souleymane Kebe (Sunuy Film), Jules Davis (l’Oeil VIF)
Produzione
Vraivrai films, Les films du continent, Tekla Films, Sunuy Film, L’Oeil VIf
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte -
Piemonte Doc Film Fund - sviluppo dicembre 2023, produzione giugno 2025