Un archivio del ‘900, fatto di carte sopravvissute al tempo, catalogate e conservate per il futuro. Tracce fragili e potenti. Carte di guerra, di ideali, di sogni, di morte.
L’archivista è il tramite tra noi e le carte, le storie, le vite. La sua mente è piena di storie. Dove inizia la sua memoria personale e dove finisce quella dell’archivio?
L’archivista conserva le carte perché possano ancora parlare… ma se qualcuno si avvicina a loro con troppo sentimento il senso stesso dell’archivio rischia di vacillare.
Il film è una riflessione poetica sulla memoria, come ponte fra il futuro e il passato, fra la morte e la vita. Sulla potenza evocativa dei documenti. Sull’importanza civile degli archivi ma anche sulla loro inevitabile incompletezza.
Il film è girato con la collaborazione dell’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea Giorgio Agosti di Torino.
È stato sviluppato nell’ambito di Archidoc, workshop di scrittura di La femìs, Ecole Nationale supérieure de l’image et du Son.