Un uomo snello, “dalla trista figura” con barba alla Frank Zappa, è in un piccolo sgabuzzino tappezzato da cartoni delle uova. È Luca nel suo studio di registrazione indipendente: RockHouse.
Il personaggio, un nostalgico di Woodstock, vorrebbe mandare in onda una trasmissione radio dentro cui raccontare storie allucinate in cui ha preso parte. Il destino (ciò che è deciso) si oppone alle sue volontà. Luca ha la fobia per la scelta e per tutta la narrazione elude la scelta affidandola al caso mediante stratagemmi che mediano o offuscano le sue capacità decisionali.
Durante l’introduzione alla trasmissione a Luca si rompe il pomello del cassetto della scrivania non riuscendo più ad aprirlo. Il foro diventa per il personaggio la limitazione grazie a cui riesce a proiettarsi dentro l’evocazione di un videogame e raccontare in modo sconclusionato la storia prescelta: il giorno di laurea del suo coinquilino Rosario Paranoide - Side A (PunkHaus).
Luca riuscirà ad aprire il cassetto? Cosa c'è dentro? Riuscirà a portare a termine il racconto della storia?
Nel progetto di Paranoide la storia di Luca, le allucinazioni sono i fulcri attorno a cui gravitano i personaggi e gli sviluppi della storia. Pur usando il linguaggio inconscio sono elementi grazie a cui si può comprendere -o quasi- la psiche dei due personaggi; le allucinazioni sono ciò che fanno da ponte per evolvere la narrazione (sia in maniera progressiva, regressiva o statica). Inoltre sono il fondamento del progetto senza cui non esisterebbe altro.
Quindi la RockHouse è la sede degli sviluppi paranoici. Come dice Salvador Dalì, la personalità dell'individuo ordina il caos della vita circostante idealizzando gli elementi mediante dei deliri paranoici. La paranoia è il motore creativo attraverso cui vengono filtrati i pensieri fantasiosi.
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