Dopo l’anteprima torinese di sabato scorso, organizzata da Fandango, in collaborazione con la Scuola Holden e il Museo Nazionale del Cinema di Torino, esce oggi giovedì 27 febbraio al cinema “Diciannove”, opera prima di Giovanni Tortorici, regista e sceneggiatore, prodotta da Luca Guadagnino.
C'è anche Torino nel percorso del protagonista del film “Diciannove”, scritto e diretto da Giovanni Tortorici, e presentato alla 81. Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, che sarà nelle sale dal 27 febbraio con Fandango.
La troupe del film ha infatti girato per 4 giorni a gennaio 2024 a Torino tra l’Aeroporto Levaldigi, il Cinema Massimo, Lungo dora Napoli e piazza Castello, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.
Il Cinema Massimo di Torino, che è stato location del film, metterà in programmazione “Diciannove” a partire da sabato 1° marzo.
Il film è una produzione Frenesy Film Company di Luca Guadagnino, in coproduzione con Pinball London, in associazione con Memo Films, AG Studios, Tenderstories.
Nel cast Manfredi Marini, Vittoria Planeta, Dana Giuliano, Zackari Delmas, Maria Pia Ferlazzo, Sergio Benvenuto e Luca Lazzareschi.
“Diciannove” è un'autobiografia sincera e provocatoria che racconta le ambizioni, le euforie, ma anche le frustrazioni e le paure di uno studente fuori sede che da Palermo si trasferisce a Londra, poi a Siena e infine a Torino, inseguendo il sogno di diventare uno scrittore. La sua è la ricerca di un'identità che non lo definisca in una categoria, che sia incorruttibile, e che lo porta a immergersi nei grandi classici della letteratura dell'Ottocento per sfuggire al confronto con gli altri, e a isolarsi nell'ossessione della purezza della lingua.
Sinossi:
Leonardo (interpretato da Manfredi Marini) ha 19 anni, lascia la città natale per raggiungere la sorella a Londra e iniziare gli studi di Business. Tuttavia, l'entusiasmo iniziale presto svanisce. Inquieto, si iscrive d'impulso all'Università di Siena per studiare letteratura. Ma anche qui, molla il corso e decide di immergersi da solo nello studio dei testi di “bella lingua” italiani. Sarà un anno accademico di solitudine, sporadica e strana socialità e confronti generazionali. Un anno dopo, Leonardo è a Torino, dove incontra un uomo, semi-conoscente di famiglia, con cui avrà un confronto più diretto del solito.