Quando a Kupiskis, una cittadina di diecimila abitanti nel nord della Lituania, avviene l’ennesimo suicidio, VALIJA, una psicologa nata e cresciuta a Kupiskis, decide che è tempo di cambiare le cose. Insieme all’aiuto delle sue colleghe mette a punto un algoritmo, cioè un sistema composto da una sequenza di azioni, studiato per identificare e prevenire i casi a rischio di suicidio. Valija si unisce a DAIVA, una paramedica e GINTARE, un agente della polizia locale, per mettere in pratica l’algoritmo nella città di Kupiskis e cercare di risolvere un problema che colpisce tutto il paese. Questo documentario intende creare un ritratto sensibile e profondo di queste tre donne forti, coraggiose e determinate, che stanno dedicando le loro vite alla soluzione di un problema che finora nessuno ha avuto il coraggio e la forza di risolvere. Attraverso le intense e dinamiche routines delle loro vite, ambientate nei suggestivi scenari della campagna Lituana, questo film porrà delle domande sull’impatto dei suicidi sulla società, su quanto questo venga stigmatizzato e su quanto si possa essere pronti a sacrificare per cercare di risolvere un problema all’interno della propria comunità.

Virginija Vareikyte: "Sono cresciuta in una cittadina non diversa da Kupiskis. I suicidi facevano parte della vita di tutti i giorni, così come i crimini violenti, l’atmosfera aggressiva e la vita in cui tutti, persino un venditore di gelati, sembravano tristi e depressi, quindi so cosa voglia dire cercare degli stimoli per una vita interessante in una situazione del genere. Mentre crescevo, il mio unico obiettivo era quello di scappare e di creare la mia propria strada lontana da lì. Le tre donne di Kupiskis, protagoniste del documentario, rappresentano una mentalità opposta alla mia perché malgrado la loro età, stati coniugali o punti di vista diversi, sono riuscite a creare un rapporto di collaborazione fondato sulla fiducia reciproca e invece di abbandonare la loro città natale, hanno deciso di usare le loro capacità per contribuire al miglioramento della comunità. Esplorando le loro vite sto imparando a conoscere le basi della relazione tra individuo e comunità e le difficoltà nel trovare l’equilibrio tra questi due concetti, che sembrano essere profondamente malintesi nella società moderna."

Maximilien Dejoie: "Quando ero adolescente mio zio è morto in seguito ad un periodo di alcolismo provocato da una profonda depressione. Se ci fosse stato qualcuno disposto ad ascoltarlo e a parlare dei suoi problemi, mi chiedo se sarebbe stato possibile salvarlo, oppure se era destino che succedesse perché era la sua volontà e che nessuno avrebbe potuto cambiarla. Domande del genere mi portano a riflettere sull’importanza della prevenzione dei suicidi e del supporto psicologico. Tanti hanno deciso di andare via e lasciarsi Kupiskis e i suoi problemi alle spalle, ma Valija, Gintare e Daiva hanno scelto di restare e di fare qualcosa per cambiare la situazione, una scelta che ammiro e che inevitabilmente rapporto a me: Io mi sento molto legato alla mia città, dove sono cresciuto e dove abito, però mi chiedo, se ci fosse una situazione problematica come quella di Kupiskis, sarei pronto a dedicarmi in prima persona per aiutare la mia comunità?

Regia
Virginija Vareikyte, Maximilien Dejoie
Soggetto
Virginija Vareikyte
Sceneggiatura
Virginija Vareikyte
Fotografia
Maximilien Dejoie
Interpreti
Valija Šap (psicologa), Gintare Šližytė (agente di polizia)
Produzione esecutiva
In Script, Alessandra Enrietta
Produttore
Lukas Trimonis, Maximilien Dejoie
Produzione
M&N Yacht Consultant (Italia), In Script (Lituania)
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Regione Piemonte - Piemonte Doc Film Fund - sviluppo luglio 2017