Nella via centrale di Vilnius, proprio di fianco all’accademia musicale, c’è un bel palazzo neoclassico, il posto perfetto per una foto ricordo con la famiglia. Ma dietro al bell’aspetto e alle colonne Ioniche, si nasconde l’ex sede centrale del KGB in Lituania e la sua prigione. Qui i nostri personaggi hanno vissuto dei momenti che hanno cambiato radicalmente il corso delle loro vite. Ogni personaggio di questo film è entrato in quel palazzo in un modo e lo ha lasciato in un altro. Un giovane hippy ribelle, con i jeans strappati e il motivo di Jesus Christ Superstar in testa, ha deciso di diventare un monaco. L’arresto di un professore di geologia lo ha trasformato in un attivista per i diritti umani riconosciuto in tutto il mondo e ricevuto persino dal presidente Ronald Reagan e da Papa Giovanni Paolo II. I polverosi uffici del KGB hanno cancellato tutte le romantiche illusioni di un giovane agente e lo ha reso un dissidente all’interno del sistema. Un interrogatore preciso e ubbidiente, dopo aver interrogato i suoi prigionieri per quattro ore al giorno tutti i giorni per più di vent’anni, si è ritrovato con una personalità doppia, forse tripla, ed è ancora in cerca di una spiegazione razionale per tutti gli anni trascorsi tra quelle mura.

Tutto è iniziato con il mio arrivo al Vilnius Film Festival. Ero li per presentare il mio film “The Gerber Syndrome”. Durante il mio soggiorno mi venne proposto di visitare il museo del Genocidio Lituano. Non dimenticherò mai la sensazione provata in quello scantinato. Una prigione scura e umida, resa ancora più inquietante dalle storie raccontate dalla guida, in inglese con un pesantissimo accento. Dopo essere tornato in Italia decisi di cercare più informazioni, stimolato dalle esperienze provate in quella prigione.
Mi resi conto che noi, abitanti dei paesi dell’Europa occidentale, sappiamo molto poco di quanto è successo in Unione Sovietica.
Con Virginija abbiamo definito un periodo: gli anni ’80. E’ un periodo relativamente vicino a noi e quindi è ancora possibile trovare documenti, archivi, materiali e soprattutto persone, che oltre ad essere ancora vive hanno ancora un ricordo delle loro esperienze di quegli anni. Quel decennio è stato fondamentale sia per la Lituania che per il resto del mondo. Gli anni 80’s sono stato l’ultimo decennio dell’Unione Sovietica, prima del suo collasso nel 1990. Proprio come l’URSS, anche il KGB subì cambiamenti profondi e radicali in quegli anni. A cominciare dall’elezione di Andropov (ex direttore generale del KGB) a Segretario generale del Parito Comunista fino ai radicali cambiamenti imposti dalla politica di Glasnost iniziata da Gorbachev. Per questo motivo, le storie avvenute in quegli anni sono particolarmente controverse e spesso turbolente.

Regia
Maxì Dejoie, Virginija Vareikytè
Soggetto
Maxì Dejoie, Virginija Vareikytè
Sceneggiatura
Maxì Dejoie, Virginija Vareikytè
Fotografia
Montaggio
Max? Dejoie, Virginija Vareikyt?
Musica originale
Suono
Enrico Ascoli, Giacomo Cella, Jonas Jocys
Altri credits
Vivì De Luca (Art director - Poster)
Direttore di produzione
Lorenzo Lotti
Organizzatore generale
Claudio Bronzo, Dagne Vildziunaite
Produttore
Claudio Bronzo e Lorenzo Lotti per Indastria Film (Torino) - Dagne Vilziunaite per Just a Moment (Vilnius - Lituania). Danilo Novajra (Produttore associato).
Produzione
Indastria Film (Torino) con il supporto del Lithuanian Film Center
e con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - sviluppo dicembre 2012 - “Piemonte Doc Film Fund Under 30", nell'ambito dell'accordo tra il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Piemonte - produzione dicembre 2013)
Premi e festival

In concordo nella sezione "Documentari" ai David di Donatello 2015-2016

Contatti
Indastria Film (Claudio Bronzo)