Quando Irma Testa è diventata la prima donna pugile in Italia a qualificarsi per le Olimpiadi, l’attenzione dei media verso di lei è cresciuta in maniera ossessiva. La sua storia era semplicemente troppo bella per essere vera: una bella ragazza, 18enne, cresciuta in uno dei quartieri più violenti di Napoli dominato dalla Camorra, che nonostante le avversità vince ed entra nella storia. Irma viene costantemente dipinta come eroina impeccabile e determinata e dietro questa immagine lei si nasconde per tutto il periodo che precede le Olimpiadi.
Lucio, Il suo allenatore di 78 anni, ha sempre saputo che le aspettative e la pressione su di lei erano troppo alte e non dimenticherà mai il momento in cui, a fine match a Rio de Janeiro, Irma è scoppiata in lacrime.
Irma torna in Italia senza una medaglia e con molti dubbi su sé stessa. L’immagine che i media davano di lei era una menzogna, e ora che i riflettori non le sono più puntati addosso, Lucio la incoraggia a riflettere.
Ci sono grandi decisioni che Irma deve prendere. Vuole davvero continuare con la boxe? Sarà in grado di gestire quella stessa pressione in futuro? Irma ha finalmente l’occasione di scegliere il proprio percorso. Prima però dovrà affrontare i conflitti familiari e personali della sua vita e trovare sé stessa per poter andare avanti.

Abbiamo incontrato Irma quando aveva solo 16 anni e siamo rimasti colpiti dalla sua intelligenza e dalla sua consapevolezza. La sua storia è indubbiamente straordinaria, ma crediamo che l’esperienza che sta vivendo può avere punti di contatto con ognuno di noi.
Cosa succede quando ci si impegna molto ma non si raggiunge il proprio obiettivo? Quanto trascuriamo gli altri aspetti della nostra vita pur di raggiungere? E l’obiettivo che ci poniamo vale il nostro sacrificio? In che modo il fallimento può spingerci a confrontarci con i nostri conflitti permettendoci una crescita personale? Oltre a questi temi universali, al centro del film ci sono diversi livelli e sottotesti unici, propri dei personaggi e del loro ambiente. Per esempio la formazione dell’identità durante l’adolescenza, la celebrità istantanea e il suo impatto, la gestione della pressione quando si è sotto esame, il ruolo di un mentore, la partecipazione di una donna ad uno sport prevalentemente maschile, lo sport come via d’uscita efficace da una vita di povertà. La storia di The Butterfly è una storia semplice, ma crediamo che la sua portata sia ampia e profonda.

Regia
Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman
Soggetto
Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman
Sceneggiatura
Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman
Fotografia
Giuseppe Maio
Montaggio
Giogiò Franchini (A.M.C.), Alessandro Cassigoli
Musica originale
Giorgio Giampà
Suono
Paolo Giuliani; Elisabet Armand(Fonica)
Altri credits

Matteo Bendinelli (Sound Design); Alberto Bernardi (Mix Audio); Simona Infante (Colorist)

 

Interpreti

Irma Testa, Lucio Zurlo

Organizzatore generale
Stefano Perlo
Produzione esecutiva
Cristina Rajola
Produttore
Michele Fornasero
Produzione
Indyca, con Rai Cinema
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte - Piemonte Doc Film Fund - sviluppo luglio 2016, produzione dicembre 2016; Mibac; Creative Europe Media; Campania Film Commission; realizzato nell'ambito del programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema
Collaborazione alla sceneggiatura
Guido Iuculano
Contatti
Indyca
Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2023