1938 - 2018: ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali fasciste. Un anniversario importante e purtroppo ancora molto attuale. Ottant’anni fa il popolo italiano, che non era tradizionalmente antisemita, fu spinto dalla propaganda fascista ad accettare la persecuzione di una minoranza che viveva pacificamente in Italia da secoli. Come fu possibile tutto questo? E quanto sappiamo ancora oggi di quel momento storico?

1938 diversi (Le Leggi Razziali del Fascismo) vuole raccontare cosa comportò per gli ebrei italiani l’attuazione di quelle leggi, e come la popolazione ebraica e quella non ebraica vissero il razzismo e la persecuzione.
In particolare, il film si concentrerà sui sottili meccanismi di persuasione messi in opera dal fascismo grazie all'efficace e pervasiva azione del Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop), centro direttivo della propaganda di regime. Mostrerà gli articoli, le vignette, i fumetti, i filmati con cui nel volgere di pochi mesi gli ebrei vennero trasformati prima in “diversi”, poi in veri e propri nemici della nazione. Racconterà le conseguenze sulla vita di ogni giorno degli ebrei italiani all'indomani delle leggi sia attraverso la voce di alcuni testimoni diretti, sia attraverso la ricostruzione, in animazione, di alcuni episodi di discriminazione e umiliazione realmente accaduti. Importanti studiosi (storici, sociologi, esperti in comunicazione) ci aiuteranno a rileggere questo drammatico passaggio storico sotto una luce nuova, capace di illuminare il ruolo decisivo dei mezzi di comunicazione di massa in una delle più tragiche persecuzioni razziali dell'umanità.

Dopo le deliberazioni del Consiglio dei Ministri


Gli ebrei non possono:


a) Prestare servizio militare in pace e in guerra
b) Esercitare l'ufficio di tutore
c) Essere proprietari di aziende interessanti la difesa nazionale
d) Essere proprietari di terreni e di fabbricati
e) Avere domestici ariani
Espulsione degli ebrei stranieri


Non vi possono essere ebrei


a) Nelle amministrazioni militari e civili
b) Nel partito
c) Negli enti provinciali e comunali
d) Negli enti parastatali
e) Nelle banche
f) Nelle assicurazioni
Gli ebrei esclusi dalla scuola italiana

Nel maggio 1940 per sfuggire alle Leggi Razziali fasciste i miei genitori riuscirono a lasciare Torino e l’Italia e a imbarcarsi sull’ultima nave passeggeri che andava in America. Altrettanto motivato il produttore Roberto Levi che, rimasto in Italia con la famiglia, ha subìto le conseguenze delle leggi razziali fino ad una provvidenziale fuga in Svizzera. Il film nasce dunque da un profondo bisogno di sapere, di capire e di far conoscere. Anche perché quegli eventi, seppur in modi diversi tornano a ripetersi, e a minacciare il nostro futuro. Abbiamo il dovere di mobilitarci e cercare di impedirlo.  Sino al 1935 in Italia il razzismo quasi non esisteva e il fascismo, nel ventennio della sua dittatura, è riuscito a inoculare nella nostra società un virus che in forme sotterranee ha messo radici e continua a proliferare. Con l’occasione dell’anniversario della Promulgazione delle Leggi Razziali, il film vuole dunque contribuire ad approfondire e a capire cosa sia successo. A riflettere su come siano nate, come siano state accolte e quali conseguenze abbiano avuto. Con l’aiuto di storici (italiani e stranieri) di fama mondiale oltre che di accademici e di insigni esperti cercheremo con un linguaggio moderno e coinvolgente di analizzare i fatti, dando rilievo anche a documenti e materiali d’archivio poco conosciuti e rari.  La voce ufficiale della “grande storia” si intreccerà alla “microstoria” dei racconti personali di testimoni che hanno vinto blocchi emotivi per raccontare le loro esperienze e i loro ricordi. Il film vuole infatti essere non solo un approfondimento storico e didattico, ma soprattutto un occasione di coinvolgimento emotivo degli spettatori per stimolare una riflessione e una presa di coscienza.  Ricorrendo all’animazione, all’efficacia degli effetti digitali e alla sensibilità di noti attori che leggeranno le fredde disposizioni amministrative, i deliranti proclami e le strazianti pagine di diari e epistolari, vogliamo che le parole diventino anche “immagine” ed emozione per toccare la sensibilità dello spettatore e fargli superare pregiudizi e indifferenza.  Non credo che sia solo un bisogno morale che mi spinga a voler raccontare il periodo delle Leggi Razziali, né la necessità “privata” di sapere come abbiano vissuto e cosa abbiano sofferto i miei parenti e correligionari, né una generica urgenza che se ne sappia di più, ma soprattutto la convinzione che con un linguaggio diretto si debba risvegliare l’interesse e la curiosità dei giovani e dei ragazzi.

Giorgio Treves

Regia
Giorgio Treves
Produzione
Tangram Film
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte - Piemonte Doc Film Fund - produzione dicembre 2017
Contatti
Tangram Film (Carolina Levi)