La vita comincia prestissimo, la mattina, sull’isola di Gorgona, un piccolo lenzuolo di terra a due ore di nave da Livorno. I primi trattori si mettono in movimento, le stalle degli animali vengono riaperte, le attività di tutti i giorni riprendono, tra i campi, la mungitura, la manutenzione dei fabbricati. I secchi di latte arrivano al laboratorio dei formaggi, mentre in panetteria si stanno già sfornando i panini e le focacce che riforniscono lo spaccio. Più in là, un gregge di pecore costeggia i filari delle vigne per arrivare al pascolo... Come gli animali, anche gli uomini affaccendati in mezzo alla macchia mediterranea e alle stalle sono appena usciti dalle loro celle. È grazie ad anni di buona condotta che sono stati ammessi nell’ultimo penitenziario - colonia agricola d’Europa, quello di Gorgona. Ma essere imprigionati nel paradiso terrestre può rivelarsi la più dura delle condanne… Antonio Tibaldi con la sua camera ci conduce in un’immersione senza veli in un mondo dove la bellezza avvolge come un sudario i delitti e il dolore degli uomini.

Carcere mare sarà un documentario d’osservazione, ma non si limiterà a questo. Voglio concedermi una libertà espressiva insolita rispetto agli altri miei film, una libertà che mi consentirà di usare, per esempio, anche dei video ritratti dei detenuti, educatori e agenti penitenziari, che cercheranno di cogliere l’espressione ‘muta’ dei soggetti. Questi ritratti potranno diventare dei contenitori per suoni e suggerimenti musicali che andranno a dipingere la maniera in cui questi individui si presentano al mondo e a me. Lo scopo è quello di cogliere e catturare elementi visivi e sonori che altrimenti non troverebbero posto in un rigoroso documentario d’osservazione. Il magnetismo e il silenzio che si percepiscono mettendo piede sull’isola verranno trasmessi tramite inquadrature e suoni che non saranno quelli tipici della bella inquadratura da “cartolina”. Piuttosto, andrò a scoprire i fondali del luogo con la macchina da presa, seguendo Pierangelo, un agente penitenziario, nelle sue immersioni, oppure lo sguardo geloso di un detenuto che il bagno non lo può fare... E la bellezza di questi "momenti" scaturirà dall’innocenza del gesto “non costruito” e dalla magia del luogo stesso.

Regia
Antonio Tibaldi
Soggetto
Antonio Tibaldi
Sceneggiatura
Antonio Tibaldi
Fotografia
Marco Pasquini
Montaggio
Organizzatore generale
Fabrizio Allione
Produttore
Enrica Capra, Antonio Tibaldi
Produzione
Collaborazione alla produzione
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte - Piemonte Doc Film Fund - sviluppo dicembre 2017
Contatti
GraffitiDoc (Fabrizio Allione)