IN SVILUPPO / IN DEVELOPMENT
Release: 2018


Prima di morire, mio padre mi ha parlato di un villaggio in Piemonte i cui abitanti avrebbero tutti il nostro cognome.
Incuriosito dall'origine misteriosa di questo cognome, sono andato sul posto, dall'altro lato delle Alpi, a Ughettera, “la terra degli Ughetto”. Chi erano queste persone? Come hanno vissuto? Che cosa le ha fatte andar via e dove sono andate?
Grazie alle testimonianze di contadini piemontesi nati alla fine del XIX° secolo, rievoco il percorso di mio nonno, nato nello stesso luogo e nello stesso periodo, ed emigrato in Francia come migliaia d'altri italiani. E nel mio studio ridò vita a questo mondo scomparso, questa civiltà contadina che era quella dei miei nonni, il “ mondo dei vinti”, come lo chiama Nuto Revelli che ne ha raccolto le ultime parole.
Mettendo le mani nella pasta modellabile, ritrovando i loro gesti di lavoro, di vita, di sopravvivenza, mi interrogo sul lavoro stesso delle mie mani. Che cosa mi resta di loro, delle loro tecniche, del loro saper fare, dei loro paesaggi, della loro lingua, del loro immaginario? Che cosa è ancora vivo, in me, di questo mondo scomparso?

Mano d'opera rende omaggio alle mani al lavoro, quelle di mio nonno, di mio padre e delle generazioni di lavoratori che ci hanno preceduto. Anche alle mani delle donne, come mia nonna. Mi ricordo di questo gesto rapido del pollice che faceva scivolare delle palline di purea di patate sul retro di una forchetta, e gli gnocchi si ammucchiavano sempre più.
Voglio catturare questi gesti, ridare loro vita. I loro movimenti, precisione e bellezza. Immagino un lavoro in cui riprese dal vivo e animazione in pasta modellabile si alternano, le mie mani e quelle di una donna anziana, che ricordano quelle di mia nonna. Voglio creare una sorta di complicità visiva tra le mie mani e le sue.
Ho necessità di dare un corpo a questo soggetto, perché questo documentario trae la sua forza dalla violenza di una storia vera. Mani che non giocano, ma lavorano. Mani immerse in una materia malleabile. È questo il modo in cui
questa storia deve essere raccontata.

Regia
Alain Ughetto
Soggetto
Alain Ughetto , Anne Paschetta
Sceneggiatura
Alain Ughetto , Anne Paschetta
Fotografia
Alain Ughetto , Anne Paschetta
Montaggio
Catherine Catella
Musica originale
Manu Théron
Altri credits
François Salish (Decoratore). Nicolas Lim (Capo post-produzione); Ivora Cusack (Montaggio del suono). Agathe Courtin (Rumorista).
Direttore di produzione
Virginie Millet
Organizzatore generale
Jacques Reboud
Produzione esecutiva
GraffitiDoc srl (Torino)
Produttore
Alexandre Cornu, Enrica Capra
Produzione
Les Films du Tambour de Soie srl (Marseille)
con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - sviluppo luglio 2016)
Contatti
Alexandre Cornu (Les Films du Tambour de Soie)