Giorgia è un’adolescente in cerca del suo posto nel mondo.
Poiché si avvicina il momento del passaggio alla vita degli adulti, tutto diventa per lei una sfida: vuole essere autonoma e indipendente. La grande energia che muove Giorgia è speciale per il fatto che lei non ci vede, è nata cieca. Come tutte le adolescenti però Giorgia è curiosa e vuole percepire il mondo al di là di ciò che conosce.
C’è uno scambio continuo tra lei, con la sua esuberante vitalità, e coloro che la assistono e la sostengono, come i genitori, i facilitatori, i compagni di scuola e gli insegnanti.
Le nuove avventure della vita Giona le vuole affrontare soprattutto con Giona, la sua grande amica, l’unica con la quale condivide veramente tutto. Giona è chiusa e solitaria, anche lei è cieca e se spegne l'impianto cocleare è anche sorda. La loro sfida più importante è andare insieme sulla strada verso il lago e percorrere questa strada loro due da sole. Giorgia sa che al lago c’è una gelateria frequentata da ragazzi e ragazze e che Giona potrebbe trovare lì delle occasioni per socializzare e conoscere nuovi amici. Andarci da sole è una grande dimostrazione di autonomia, una via di crescita e di emancipazione. Una sfida estremamente impegnativa per due ragazze che non ci vedono, mai neanche tentata prima, ma non impossibile.

Ricordo che quando ero piccola avevo paura del buio e crescendo ho rimosso questa paura per necessità. Poi ho conosciuto Giorgia che mi rimette di fronte alla paura ancestrale, atavica, del buio, dei mostri che si possono nascondere nell'oscurità che identifico con la paura, a volte irrazionale, degli altri. Penso che mi fa paura non poter vedere, o non vedere bene, o non sentire o non capire. Giorgia è come un simbolo, è una chiave che mi fa accedere a un mondo nascosto e che non conosco. Con Giorgia, una ragazzina di tredici anni, scopro che non c'è un mondo veramente al buio, neanche per lei che è cieca dalla nascita. Mi lascio attraversare dalla sua esistenza e lei mi mostra continuamente ciò che c'è da vedere, sentire o capire. Giorgia e Giona amano il loro mondo speciale e difficile, lo sanno rendere luminoso e pieno di forza, e vorrebbero farlo conoscere a tutti. Il mio film vuole dare voce a questo e al tempo stesso è un contributo al mondo “normale” perché possa arricchirsi di esperienze di vita differenti, fuori dalla norma. Il film vuole invitare ad andare oltre la paura del buio, oltre l'oscurità, ma anche oltre i limiti autoimposti e alla solitudine che spesso la diversità implica.

Regia
Juliane Biasi
Soggetto
Juliane Biasi
Sceneggiatura
Juliane Biasi
Fotografia
Alessandra Brancati
Montaggio
Juliane Biasi e Marco Rezoagli
Musica originale
Niki La Rosa (Edizioni musicali S.A.M. di Mirco Mencacci). Andrea Cristofori (Musica aggiuntiva)
Suono
Simone Cargnoni
Altri credits
Giandomenico Musu (Amministratore). Simone Cargnoni (Seconda camera). Mirco Mencacci (Sound designer).
Interpreti
Giorgia e Giona
Direttore di produzione
Organizzatore generale
Produzione esecutiva
Simone Catania
Produttore
Simone Catania
Produzione
Indyca (Torino)
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Regione Piemonte - Piemonte Doc Film Fund - produzione luglio 2015), e del MiBACT - Direzione Generale per il Cinema, Trentino Film Commission e con il patrocinio di U.I.C.I. - Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus e I.Ri.Fo.R. – Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione onlus Sezioni Provinciali di Torino.
Contatti
Indyca (Simone Catania)