IN POST-PRODUZIONE/IN POST-PRODUCTION
release: 2018


E' autunno. Come una corda tesa tra Piemonte e Lombardia, scorre il Ticino. Una vena argentea che attraversa il verde. Il sole risplende sulle increspature del fiume, il vento scandisce il ritmo del bosco, i ponti ne intersecano il cammino; brulichio di alberi, fiori, animali e uomini. Piccole tracce indicano le traiettorie delle vite che questo microcosmo abitano. Ogni cosa è parte di un unico, inesorabile movimento, in costante divenire. Cinque personaggi, tre lombardi e due piemontesi, in un unico luogo, cinque percorsi che s’intrecciano senza mai incrociarsi. Rinaldo è un cercatore d'oro alluvionale, ha vissuto tutta la vita sul fiume. Filippo è un ragazzino che inventa avventure tra gli alberi e sta creando un erbario. Antonio è un naturista, che cerca un luogo dove vivere nudo a contatto con la natura. Giuseppe è un giovane poliziotto locale, che nel fiume compie le sue indagini su uomini scomparsi. Paolo spara e scappa. E' un cacciatore un po' fuori dalle regole, forse un bracconiere. Persone reali, che compiono gesti abituali, in uno spazio scenico - il Parco del Ticino, nel quale la realtà assume di volta in volta le sembianze della favola, del racconto poliziesco, del romanzo di formazione, dell'apologo morale. Un viaggio nel labirinto dell'esistenza. Alla ricerca dell'oro che si cela in ognuno di noi.

Sono nato in Piemonte, sulle sponde del Ticino e adesso, dopo un periodo passato nella ‘grande città’, sono tornato ad abitare nel Parco del Ticino, versante lombardo. Nei miei ricordi e nelle mie attuali passeggiate lungo il greto del fiume o nello scuro dei boschi, spesso mi sono imbattuto in figure “ataviche”, che mi hanno parlato, incuriosito, spaventato, stupito. Corpi, volti, gesti, forme, provenienti dalle profondità del tempo, ma ancora capaci di suggerire significati profondi e incredibilmente attuali, sul rapporto tra uomo e natura, tra conoscenza e istinto, tra mente e corpo. Storie del territorio che nessuno ha raccontato e che mi hanno condotto a questo film di osservazione (attraverso i corpi reali dei suoi protagonisti) utilizzando un linguaggio che sposa fiction e documentazione. Lo stile del film sarà semplice anche se poco convenzionale. Cinque personaggi in un unico luogo. Cinque percorsi che s'intrecciano - grazie al montaggio alternato - senza mai incrociarsi. Nessuna messa in scena. Nessuna spettacolarizzazione. Azioni semplici. Come buona parte del mio precedente lavoro questo è un film diretto e al tempo stesso astratto, nel quale far convivere documentario e sperimentazione.

Andrea Caccia

Sceneggiatura
Fotografia
Massimo Schiavon
Produzione esecutiva
Giulia Achilli
Produttore
Marco Alessi
Co-produttore
Stefano Savona, Nicola Bernasconi
Produzione
Dugong (ITA), Picofilms (FRA), Rough Cat (CH) e con TSI, Televisione Della Svizzera Italiana
con il sostegno di Mibact Direzione Cinema, Lombardia Film Commission, Ticino FC, Film Commission Torino Piemonte e Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - produzione dicembre 2014).
Contatti
Giulia Achilli