Dal telegramma del generale Luigi Cadorna, 1° novembre 1916:
… ricordo che non vi è altro mezzo idoneo a reprimere il reato collettivo che quello dell’immediata fucilazione dei maggiori responsabili e allorché l’accertamento personale dei responsabili non è possibile rimane il dovere e il diritto dei comandanti di estrarre a sorte tra gli indiziati alcuni militari e di punirli con la morte…”.

La giustizia di guerra nel primo conflitto mondiale è un tema spesso sottovalutato nelle sue dimensioni e nella sua crudeltà. L’Italia, in particolare, detiene il triste primato per la ferocia con cui punì i suoi soldati: i tanti che disertarono, coloro che si ribellarono alla trincea, agli assalti suicidi imposti dai comandi, o semplicemente mostrarono un insufficiente “spirito patriottico” per una causa che non sentivano propria. In Italia, dal 1915 al 1918, 1 soldato su 14 subisce un processo penale, 1 su 24 viene processato per diserzione.

E’ questo il tema che il film documentario “Disobbedienti alla guerra” vuole portare alla luce: le carneficine delle esecuzioni sommarie, le decimazioni, l’abnormità delle punizioni. In questo tempo di celebrazioni della Grande Guerra, questo film si propone di raccontare storie di uomini che furono contro.

Le vicende della Grande Guerra che questo film documentario si propone di narrare, sono note ai ricercatori ma sconosciute ai più, ai giovani soprattutto.
Sono storie di ribelli di guerra, di un passato che non passa.

In un film documentario che parla di militari disobbedienti, la precisione nella ricerca, e della testimonianza, è fondamentale. Essa è necessaria per restituire dignità a coloro che trovarono il coraggio di dire no (spesso semplicemente balbettarlo), di rivoltarsi come individui (il popolo italiano non è mai riuscito a
sentirsi popolo massa) esercitando il “diritto alla diserzione”.

Il percorso narrativo, e visivo, muoverà fra interviste, luoghi, documenti, repertorio filmato, fotografie, teatro. Sarà un film di memorie, dal soggetto certamente drammatico, di un passato rimasto sotto traccia, di disobbedienti alla guerra. Di uomini contro. Di contadini che pure erano abituati a ubbidire. La loro “disobbedienza” oggi è un valore da ricordare.

Soggetto
Sceneggiatura
Musica originale
Walter Porro
Direttore di produzione
Claudia Soranzo
Produzione esecutiva
Nadia Trevisan
Produzione
Nefertiti Film (San Vito al Tagliamento, PN) in associazione con Istituto Luce Cinecittà ed è stato sostenuto da Fondo per l'Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Friuli Venezia Giulia Film Commission, Film Commission Torino-Piemonte - Piemonte Doc Film Fund.
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte - Piemonte Doc Film Fund (sviluppo giugno 2014, produzione luglio 2016) e il supporto del Fondo per l'Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e di Friuli Venezia Giulia Film Commission
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Nefertiti Film (Nadia Trevisan)