Nell'Italia contemporanea, attraversata da una profonda crisi economica e morale, l'odore del sangue delle vittime del terrorismo ritorna.
Questa volta non è il sangue dei morti ma quello dei vivi. Tra Torino, Roma, Genova si intrecciano le storie di una galleria composita di personaggi che negli anni '70 sono stati feriti e sono sopravvissuti.

Sergio è un caporeparto cronometrista alla Fiat Mirafiori, un commando BR gli spara alla fermata del bus spappolandogli gamba e piede, Carlo è un ingegnere comunista dell'Ansaldo di Genova gambizzato dalle Brigate Rosse. Le loro storie si incrociano al tredicesimo piano del Centro Traumatologico Ortopedico di Torino, dove finiscono tutti i "gambizzati". Lì è finito anche Sergio, lo studente colpito insieme ad altri nell'unico attacco compiuto da Prima Linea contro una scuola.
Nella roma delle radio libere Rosetta è una delle femministe ferite dai mitra e dalle molotov dei Nuclei Armati Rivoluzionari mentre e' in onda a Radio Città Futura. Vincenzo è un poliziotto del sud, unico scampato ad un conflitto a fuoco con i brigatisti a Piazza Nnicosia.

L'ingegnere, l'operaio, lo studente, la femminista, il poliziotto: storie di quando si moriva e uccideva per un'idea.

Il motore della narrazione è la ferita. Ferita reale che segna il corpo; ferita metaforica che lascia il segno sulla memoria individuale e collettiva. La ferita mette di fronte ad un bivio, segnato da un prima e un dopo. La prima è più sincera. Che uno voglia a no, sta lì tutti i giorni della nostra vita "sopravvissuta" a ricordarci la violenza subìta. Il piede che non c'è più, le ossa delle gambe rotte e riassestate, la pelle ustionata. La seconda, la ferita metaforica, sta nella testa e nell'anima, e può essere ambigua. Sfugge, vuole nascondersi o uscire rabbiosa, anela risarcimenti e ricostruzioni, coltiva illusioni, si agita in cerca di una strada, soffre in silenzio, si ammanta di alibi, cerca nome nell'ideologia o nel suo superamento, lotta per avere voce o per toglierla. Spera ancora o ha smesso di desiderare?

Regia
Monica Repetto
Soggetto
Monica Repetto, Pietro Balla
Sceneggiatura
Monica Repetto, Pietro Balla
Fotografia
Musica originale
Interpreti
Ammirata, De Ficchy, Schepisi, Poser, Miolli, Attura, Palmieri.
Direttore di produzione
Dario Formisano
Organizzatore generale
Pietro Balla
Produzione esecutiva
Pietro Balla
Produttore
Pietro Balla, Monica Repetto
Produzione
Deriva Film (Poirino - TO)
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Regione Piemonte - Piemonte Doc Film Fund - produzione luglio 2017
Contatti
Monica Repetto (Deriva film)