Cosa significa essere proprietari di un paesaggio naturale o di un edificio storico? Per un cittadino d’Europa, sembra una domanda priva di senso.

L’Europa moderna è stata fondata sull’idea della proprietà comune, e noi tutti siamo cresciuti dando per scontato che montagne, spiagge, monumenti e parchi pubblici appartengano ad ognuno di noi. Non soltanto ospedali, strade e scuole, ma l’intero patrimonio naturale e storico-culturale. Che spesso rappresenta qualcosa di più: è parte della nostra iconografia e dell’identità nazionale.

Ma qualcosa sta cambiando. Privatizzazioni, concessioni in leasing, partenariati e vendite parziali stanno mettendo in pericolo gli spazi pubblici. La crisi economica spinge gli Stati a soluzioni e misure radicali per cercare di tamponare i buchi delle casse pubbliche, come se questi spazi fossero un lusso che non possiamo più permetterci.
Ed ecco arrivare multinazionali e giganti finanziari pronti ad approfittare della situazione di debolezza degli Stati e ad acquistare edifici e paesaggi naturali dal valore inestimabile in cambio di pochi soldi.

Cosa vende un’amministrazione pubblica, allora? Una spiaggia, una montagna, un edificio storico, oppure un pezzo della propria storia, della propria identità condivisa?

Il film percorre l’Europa andando alla ricerca di questo sentimento di “bene comune”.  Indaga su ciò che sta succedendo e su cosa potrà succedere a breve.  Incontra cittadini che protestano per la chiusura di un parco, per la vendita di una penisola o per la concessione in leasing di un monumento. E incontra chi, di questi spazi, diventerà il nuovo proprietario. Emergono in Europa nuove forme di condivisione, ci si interroga su cosa significhi oggi essere una comunità. Arrivando alla fine a una domanda su cui tutti dobbiamo riflettere: in quale Europa vogliamo vivere?

L’Europa sta attraversando un periodo di profondo cambiamento. La crisi economica ha costretto i governi a drastiche soluzioni per arginare i debiti pubblici. Una nuova ondata di privatizzazioni è in corso, come successe negli anni ’80, l’era neoliberista di Margaret Thatcher. A differenza di quegli anni, quando fu la Gran Bretagna ad essere maggiormente toccata, oggi il fenomeno sembra diffondersi in tutta Europa.

Dopo l’imponente lavoro di ricerca condotto in diverse nazioni europee (Italia, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Finlandia, Svezia, Norvegia, Islanda e Polonia), ci siamo dovuti confrontare con una nuova immagine di Europa. La vecchia Europa, costruita sul welfare e sulla proprietà condivisa, rischia di scomparire, lasciando il posto a una nuova Europa neoliberale, dove i mercati finanziari e le multinazionali stanno prendendo il controllo dei governi.

Ciò che considero particolarmente interessante, è che anche nazioni apparentemente non costrette a privatizzare per ragioni economiche, per esempio Germania e Francia, hanno preso questa stessa direzione. Ma quando ciò accade, la gente protesta reclamando i propri diritti di proprietà sui beni pubblici.

Indagare i mezzi attraverso i quali istituzioni quasi sconosciute prendono decisioni che hanno conseguenze dirette sulla nostra vita e sul nostro futuro, significa, per me, difendere le radici dell’Europa e sollevare una domanda cruciale: “In quale Europa vogliamo vivere?”

Il mio obiettivo è di offrire al pubblico una visione sintetica e sfaccettata di quanto sta succedendo in Europa, per scoprire alla fine che forse proprio da questo magma stanno sorgendo alternative per reinventare i concetti di “bene comune” e “comunità”.

Regia
Andreas Pichler
Soggetto
Roberto Cena, Enrica Capra
Sceneggiatura
Andreas Pichler, Alejandro de la Fuente (trattamento originale)
Fotografia
Marco Pasquini
Montaggio
Mich?le Hollander
Musica originale
Hélène Blazy
Suono
Gianluca Costamagna, Michele Tarantola
Altri credits
Julian Altuna, Stéphanie Binet, Valentina Monti, David Paede, Sandra Schmidt, Angelos Tsaousis, Joseph Zacune, Jorge Costa, Alice Goorissen, Aija Salovaara, Lina Bakalexi (ricercatori). Fabrizio Allione (Coordinatore).
Interpreti
Salvatore Settis, Diego Della Valle, Andrew St. Ledger etc.
Direttore di produzione
Produttore
Enrica Capra
Co-produttore
Luc Martin-Gousset
Produzione
GraffitiDoc (Torino), Point du Jour (Francia), RAI Cinema, ARTE France.
Collaborazione alla produzione
Con il sostegno di CNC, Procirep, Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - sviluppo produzione 2011), con il supporto del Programma MEDIA dell’Unione Europea – Slate Funding.
Premi e festival

European Prize for Journalism – Video category 2015

Contatti
Enrica Capra | GraffitiDoc