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"Prima dei cinquant’anni non davo importanza al paesaggio, ora lui parla attraverso di me, ed io attraverso di lui".

SINOSSI

Allo stesso modo di un pittore cinese dell'età classica, Mario Surbone dipinge il paesaggio che lo circonda per svelare l'attività creatrice dell'universo. Il film lo accompagna nella lavorazione della sua ultima opera e, nello stesso tempo, osserva la metamorfosi di una vigna che cambia sotto l'immobile sguardo di un cipresso.

NOTE DI REGIA

L’idea del film è nata dopo una mostra di Mario Surbone intitolata “Le mie colline” e si è fatta strada piano piano nei miei pensieri fino a quando una sera d’estate, vedendo emergere le linee ed i colori delle colline e dei campi intrecciati contro il cielo, mi si è manifestato chiaramente il processo di interiorizzazione e trasfigurazione con cui Mario Surbone cerca di esprimere il suo rapporto con il paesaggio. Tutto il lavoro di Mario mi è in qualche modo sembrato connesso con l’arte e la filosofia cinese che tenta di svelare attraverso il paesaggio l’attività creatrice dell’universo e la grande metamorfosi delle forme che compongono la realtà. Ho così costruito il film sulle riflessioni del pittore-filosofo Shitao cercando di associare la vita di un’opera a quella di una collina.

Soggetto
Cristina Rodriguez Alvarez, Alessandro Pugno, liberamente ispirato a “Discorsi sulla pittura” del monaco Yuanji Shitao
Fotografia
Andrea Bertazzi, Alessandro Pugno
Montaggio
Alessandro Pugno con la collaborazione di Enrico Giovannone
Aiuto regia
Cristina Rodriguez Alvarez
Interpreti
Mario Surbone
Produzione
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - produzione maggio 2011). Con il contributo di Fondazione CRT e con il patrocinio della Città di Torino e del Comune di Casale Monferrato.
Premi e festival

29° Torino Film Festival 2011, Italiana DOC

Contatti
Alessandro Pugno