La Luciastove, invenzione di Nat Mulcahy è una stufa/fornello per lottare contro la povertà, l’effetto serra, la desertificazione e quindi il possibile futuro del nostro pianeta.

Nat è un inventore italo americano che vive a Tortona, in Piemonte, il suo fornello usa biomassa senza emettere fumo nocivo, perché brucia il gas emesso e non la massa combusta che si trasforma in biochar, carbone inerte dalle mille proprietà.

Questo significa che per 2 miliardi e mezzo di poveri nel mondo potrebbe cambiare la vita. Chi la usa risparmia sul legno, non deforesta più per procurarselo, e infine crea biochar un potente fertilizzante che migliora la ritenzione idrica del suolo, riduce il fabbisogno di acqua dell'80 %, e che, rivenduto, diventa fonte di guadagno.

Riuscirà un piccola stufetta a cui servono 18 lattine di coca-cola per costruirla a cambiare la vita quotidiana di persone che vivono in miseria?

La storia di Nat e quella di un villaggio si intrecciano unite dal bisogno di trovare una via possibile e un futuro sostenibile.

Il grido di ecologisti e di scienziati si moltiplica, ma i governi dei paesi più influenti, controllati da grandi interessi privati, spingono al consumo e i summit si risolvono con un nulla di fatto. Le azioni di “grass roots”, dal basso, possono cambiare invece moltissimo. La maggioranza dei milioni di poveri potrebbe mutare il destino dell’umanità.
Vorremmo seguire un intero ciclo legato all’implementazione della tecnologia della LuciaStove. Partendo dalla descrizione dello stato in cui troviamo una famiglia scelta seguiamo lentamente i cambiamenti generati dall’arrivo del fornello: riusciranno a sfamarsi piantando un orto? Riusciranno a mettere da parte qualche soldo? Riusciranno a riconquistare uno spazio di futuro possibile?

Adotteremo uno stile narrativo senza voci fuori campo, una struttura in tre atti avvincente che metta due diversi ritmi di vita in parallelo. La storia di un eroe moderno che si intreccia con quella di una famiglia locale, ma anche tanti rimandi a uno dei temi più scottanti e stringenti dell’umanità.

Regia
Alessandra Populin
Soggetto
Vania Del Borgo, Alessandra Populin
Sceneggiatura
Vania Del Borgo, Alessandra Populin
Fotografia
Paolo Rapalino
Interpreti
Nathaniel Mulcahy
Direttore di produzione
Alessandra Populin, Vania Del Borgo
Produzione esecutiva
Produttore
Alessandra Populin
Co-produttore
Produzione
Tailsfilm Production (Roma)
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - sviluppo dicembre 2010)
Contatti
Alessandra Populin