In lingua moré il termine bakroman significa “ragazzo di strada”. Centinaia di minori vivono per le strade di Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Alcuni di loro hanno deciso di autogestirsi in una comunità senza l'aiuto di alcuna Ong, dando vita a una intensa attività di riunioni e incontri in cui la parola diventa lo strumento per superare violenze e soprusi, per far nascere il cambiamento.

L'idea di fare un film sui ragazzi di strada di Ouagadougou è nata durante la lavorazione di un altro documentario, commissionato dal CIVS, associazione di volontariato internazionale torinese. Il tema trattato ero lo scambio culturale tra centinaia di giovani africani ed europei.
Grazie a questo lavoro siamo entrati in contatto con la società burkinabè. Lì abbiamo conosciuto Tasserè, che ci ha portato dai bakroman, i "ragazzi di strada" della sua associazione locale. Ci siamo così gradualmente inoltrati nei luoghi più precari e più nascosti di una delle realtà più problematiche al mondo.
nel nostro primo incontro con duecento bakroman, ci hanno accolto con i bastoni in mano e lo sguardo severo. ad un passo dall'aggressione, Tasserè li ha bloccati. Abbiamo conquistato a poco a poco la loro fiducia, e abbiamo capito quanto "i bianchi con la macchina da presa" siano realmente un problema per i bakroman: a nessuno è mai stato dato il permesso di riprenderli.
Per noi, questa era una sfida. Una sfida come persone, innanzitutto, ma anche una sfida poetica, espressiva e linguistica. Significava affrontare il paradosso, e guardarli da un punto di vista inedito. Vivere con loro, assumerne il punto di vista sul mondo e anche, sopratutto, la praola. Già, perchè nessuno li ha mai sentiti parlare, eppure la parola è al centro della loro vit, grazie alle attività dell'associazione: le riunioni. i gruppi di parola, gli incontri quotidiani con i compagni.
Ora abbiamo un accesso privilegiato alle loro vite. Abbiamo avuto modo di conoscere la loro estrema lotta per uscire dall'anonimato, la forza con cui parlano di se durante le riunioni, e con cui cercano uno spiraglio di luce per la propria vita.
Abbiamo visto la fragile bellezza di questa adolescenza, età che la società ha negato a questi ragazzi, affiorare ed esplodere nei loro discorsi e nei loro gesti.
Ed è questa lotta e questa forza che vogliamo raccontare: scendere nell'inferno delle strade di Ouaga, e cercare, osservando con attenzione, "chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio".

Regia
Gianluca De Serio, Massimiliano De Serio
Soggetto
Gianluca De Serio, Massimiliano De Serio
Sceneggiatura
Gianluca De Serio, Massimiliano De Serio
Fotografia
Gianluca De Serio
Suono
Andrea Viali (fonico di presa diretta)
Operatore
Gianluca De Serio
Altri credits
Flylab Creative Media (supervisione e post-produzione)
Interpreti
Tasserè, Aziz, Omar, Sofie e i ragazzi di strada del "sindacato" di Ouaga
Direttore di produzione
Elisa Gandelli
Organizzatore generale
Elisa Gandelli
Produzione esecutiva
Alessandro Borrelli
Produttore
Alessandro Borrelli
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - sviluppo settembre 2009 under 35 - produzione dicembre 2010)
Contatti
La Sarraz Pictures (Alessandro Borrelli)